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Raccontare una storia

Raccontare una storia

21/10/2020

.Raccontare un’azienda è come scrivere un romanzo,
.una famiglia di imprenditori.
.La sua ricerca,
.il suo talento, la sua Storia,
.la necessità di rendere esplicita un’identità estetica, etica e tecnologica.

Ci sono capitoli e ci sono fasi. Persone, tecnici, luoghi e idee che nascono e crescono e si trasformano nei decenni in cui un’Azienda diventa sempre qualcosa d’altro, mantenendo lo spirito d’intrapresa che ne ha determinato la nascita e che sarà la fonte della sua evoluzione, nel tempo.

Il romanzo che vogliamo scrivere, a più mani, ha tanti paragrafi, e tutti interagiscono tra di loro anche se parlano di momenti diversi, con voci diverse che, alla fine confluiranno nel flusso unitario del racconto.

Tante esperienze che definisco il concetto più significativo di sinergia tecnica, progettuale e culturale.

Qui in Brianza c’è una famiglia, un’origine chiara e significativa, un mondo che decide di fare delle scelte, di compiere dei passi coraggiosi, e in quella piccola parte del paese c’è tutta la sapienza che ha reso grande questo Paese.

È una forza antropologica distribuita su tutto il territorio che rende diversa la nostra capacità, italiana, “di fare le cose e farle bene come nessuno”, che si tratti di una macchina per cucire, di una sedia di plastica o di una lampada.

Niente di tutto questo è simile a quello che c’è stato, che è stato pensato altrove e dunque questo talento originario è la spinta genetica che non potrà mai essere abbandonata.

All’inizio nessuno la chiamava ricerca, perché tutti pensavano fosse l’innata capacità di fare a regola d’arte ogni singolo manufatto, molto prima che qualcuno lo chiamasse design, o addirittura “Made in Italy”.

Sette decenni di storie e di trasformazioni, di intuizioni e di accumulazione di tecniche artigianali ed industriali formano il patrimonio condiviso dell’Azienda, Panzeri è la capacità di esplicitare esperienze, esigenze, estetiche, in ogni momento: un’eredità che non è mai stata dispersa negli anni.

Questo processo culturale e industriale produce “un’etica del prodotto” che rende differente ciò che si pensa con uno scopo morale preciso (in questo caso distribuire bellezza e tecnologia diffuse) e che nasce da esigenze diverse dalla sostanziale, ma corretta, ricerca del profitto.

La sommatoria di queste premesse metodologiche conduce all’obiettivo costituente dell’azienda, che è scritta nella volontà del fondatore e che è ancora viva negli sguardi degli eredi, e dei collaboratori:

“Panzeri Carlo srl, è solo quello che si vede, nient’altro che luce”

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